Itinerario "Grande Guerra" i luoghi di Hemingway

La Grande Guerra ha inciso profondamente il territorio di Monastier di Treviso lasciando innumerevoli resti, monumenti, luoghi consacrati alla memoria, tracce vistose nella toponomastica e nelle tradizioni popolari.

Il territorio di Monastier rappresenta il vero fulcro dell'esperienza di Hemingway nel Basso Piave come soldato arruolato nell'American Red Cross (ARC). Lo scrittore arrivò in Italia il 9 giugno del 1918, a Schio, alcuni giorni prima dello scoppio della Battaglia del Solstizio, che avvenne il 15 giugno. Hemingway ottenne quindi il trasferimento alla sezione 2 dell'ARC di Roncade, che aveva chiesto rinforzi. e giunse in prossimità del fronte il 26 giugno, presso l'alloggio di Casa Botter. Le località di Fornaci, Chiesa Vecchia e Pralongo divennero quindi il teatro dei movimenti giornalieri del giovane ufficiale, che si spostava fra le strutture sanitarie e militari della zona, tra cui l'Abbazia del Pero, Villa Albrizzi e la stessa Casa Botter, utilizzando la viabilità campestre come la "strada bassa" dei suoi scritti, identificabile con Via Pavani.

Casa Botter

La villa quattrocentesca situata, in località Castelletto, lungo la direttrice stradale che da Fornaci conduce a Meolo, è costituita da un corpo principale che si sviluppa su tre piani e da una barchessa contraddistinta da un pregevole porticato, mentre negli spazi adiacenti si estende un rigoglioso giardino. La presenza di Ernest Hemingway in questo luogo è in relazione con la funzione strategica del sito durante la Grande Guerra. Presso Casa Botter, alloggio ufficiale dello scrittore, era stato infatti allestito il Posto di Ristoro numero 14 dell'American Red Cross, che aveva un ruolo determinante nelle operazioni di assistenza ai militari,   

Villa Albrizzi - Casa del Soldato

Il complesso costituisce uno dei siti chiave enll'area del Basso Piave durante gli avvenimenti bellici della Grande Guerra e nello specificio nel corso del 1918, quando si svolse la Battaglia del Solstizio, in questo periodo storico infatti una porzione della villa venne adibita a "Casa del Soldato" un luogo dove i militari impegnati nel conflitto potevano riposarsi. Hemingway nel giugno del 1918 alloggiò in questa struttura che viene citata nei suoi scritti ed è identificata dagli storici come "la casa dei bachi da seta".

Abbazia Santa Maria del Pero

L'Abbazia ospitava un distaccamento di sanità dell'ARC (American Red Cross) e allo stesso tempo poteva accogliere diversi reparti militari, rappresentando così un luogo di assoluto rilievo nelle operazioni di soccorso ai feriti e nell'organizzazione delle truppe. Il campanile inoltre costituiva un punto di osservazione privilegiato, tanto da essere spesso preso di mira dagli Austriaci, che tentarono di abbatterlo con i bombardamenti

Pralongo - Santuario

La chiesa venne adibita ad ospedale militare, per prestare operazioni di primo soccorso ai feriti provenienti dal vicino fronte. Lo scrittore venne battezzato con rito cattolico dal cappellano militare e amico Don Giuseppe Bianchi, conosciuto proprio a Pralongo presso casa Scrinzi, sede dl 70' Fanteria 

Via Pavani

Il sinuoso tracciato stradale che si allunga nelle campagne ha un valore storico culturale di assoluta rilevanza, in quanto attraversa il teatro di guerra della Battaglia del Solstizio e si può identificare nella "strada bassa" che Hemingway percorreva in bicicletta per spostarsi da Fornaci fino a Fossalta di Piave.

Monumento ai Caduti

Commemorazione della battaglia del solstizio e dei caduti della prima guerra mondiale -  Federazione Nazionale Arditi d'Italia inaugurato il 06/10/1968
 

Qui Baluardo della Vittoria del Solstizio 1918 MONASTIER

Ricordo ai caduti di tutte le guerre olocausto e monito per la fratellanza dei popoli (1968)

Monumento ai Lancieri di Milano

Durante la grande guerra (1915-1918) il 7° REGGIMENTO "LANCIERI" di MILANO fu inizialmente adibito al servizio di difesa costiera alla foce dell'Isonzo. Nel giugno 1918, insieme ai Lancieri del "Vittorio Emanuele II", tentò un'irruzione a cavallo contro nuclei nemici infiltratisi fra le nostre prime linee nella zona di Monastier di Treviso. Ostacolato nell'arduo compito dalla reazione avversaria, il Reggimento appiedò riuscendo, con energici attacchi alla baionetta, a colmare alcuni vuoti prodottisi nelle prime linee. Durante la battaglia di Vittorio Veneto, i Lancieri di Milano furono lanciati oltre il Tagliamento, puntando su Gradisca e Palmanova, che raggiunsero dopo di aver annientato la tenace difesa del nemico asserragliatosi a Morsano. Il comportamento del Reggimento in guerra gli fece ottenere la citazione sul bollettino di guerra n. 1123 del 21 giugno 1918, e la medaglia di bronzo al valor militare